Possibile estensione della rottamazione ai debiti locali: ecco come funzionerebbe per Imu, Tari e multe e cosa cambia per i cittadini.
Ci sono delle possibili novitĂ in arrivo che potrebbero riguardare tutti i cittadini. La rottamazione delle cartelle nei prossimi mesi potrebbe entrare davvero nella vita quotidiana di tutti. Si parla, infatti, di una possibile estensione alle somme dovute ai Comuni, comprese quelle relative a Imu, Tari, Tasi, imposta di soggiorno e anche le multe stradali.

Rottamazione cartelle per Imu, Tari e multe: cosa sappiamo
La rottamazione delle cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrebbe presto essere estesa alle somme dovute ai Comuni, andando quindi a coprire importi come Imu e Tari, ma anche multe stradali. Questa ipotesi ha ricevuto il via libera del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nell’ambito dell’esame degli emendamenti presentati al decreto fiscale che è in questi giorni sottoposto alla commissione Bilancio del Senato e dovrà essere approvato in via definitiva entro il 26 maggio.
Cosa cambierebbe per i cittadini
L’idea è quella di estendere ai tributi comunali il modello della rottamazione delle cartelle seguito a livello nazionale, arrivato ormai alla stagione quinquies. Ad ora, sulla base della Legge di Bilancio 2026, i Comuni hanno giĂ la possibilitĂ di procedere con una propria rottamazione, ma dovendo occuparsene in prima persona. Tale situazione ha sicuramente delle difficoltĂ operative. Per tale ragione da piĂą fronti è arrivata la richiesta di coinvolgere l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Ad ogni modo per i Comuni, la partecipazione alla riscossione gestita dall’AdeR sarebbe comunque una possibilità e non un obbligo. Quello che cambierebbe rispetto ad adesso è che tutti gli enti comunali si muoverebbero all’interno di un’unica procedura standardizzata tra i vari territori.
Se l’intervento ricevesse il via libera definitivo ed entrasse nel testo del decreto fiscale, i crediti coperti sarebbero quelli affidati dagli enti territoriali all’AdeR tra il 1° gennaio del 2000 e il 31 dicembre del 2023. In caso di scelta positiva da parte dei Comuni, essi avranno il compito di comunicarlo all’Agenzia entro il prossimo 30 settembre.
Come detto, rientrerebbero nei carichi i crediti relativi a Imu, Tari, Tasi, imposta di soggiorno e imposta per occupazione di suolo pubblico e pubblicitĂ , ma anche alle multe stradali dei vigili e a crediti come quelli per la concessione di aree pubbliche o per la locazione degli immobili.Â